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giovedì 24 febbraio 2022

R.I.P. Mark Lanegan


Era il 1992, l'esplosione dei Nirvana aveva spaccato il mondo intero ed ero un adolescente affamato di nuove scoperte. Il mio amico Luigi, più grande di me di qualche anno e già bene avvezzo alle musiche d'America, mi passava qualche cassetta sdoppiata, periodicamente. Avevo letto Screaming Trees in qualche lista dei nomi più hype, ed era un nome che mi piaceva tantissimo; gli alberi urlanti, evocava tenebre e thrilling, sembrava differente dagli altri che trasmettevano più sicurezza, come la Gioventù Sonica, il Giardino del Suono. In quella cassetta c'era Sweet Oblivion. Discreto album, pensai, ma nulla per cui impazzire: mi piacque molto Nearly lost you, ma decisi di archiviare e non cercare o richiedere altro. Rispetto agli altri, gli ST mi sembravano più roots-oriented, e quella voce così profonda mi sembrava sprecata, non adattissima al contesto. Era una bella sfida, ma io cercavo altro ed alle mie orecchie il mix non innescava eccitazione.

Molti anni dopo ascoltai le prime cose degli ST e la mia opinione non cambiò un granchè, lasciandomi sostanzialmente indifferente al loro repertorio. Nel frattempo, a fine millennio Mark Lanegan era andato fisso da solo ed aveva guadagnato la notorietà di Blow Up, di cui diventò un idolo regolare, acclamato però quasi più per lo stile che per i risultati strettamente artistici. I suoi primi due album, contemporanei alla carriera in crescendo degli ST, mi erano piaciuti abbastanza e mi sentii incoraggiato ad approfondire, ma non ne ricavai un grande entusiasmo. Stringi stringi, Lanegan sembrava troppo dipendente dai collaboratori di turno e la sua voce era fantastica, ma era un'arma sola e poteva non bastare. Non percepivo autoindulgenza o referenzialità nei suoi lavori, soltanto non mi convincevano appieno (e a tratti mi annoiavano).

Lo lasciai perdere fino al 2018, quando ascoltai incuriosito il With Animals a 4 mani con Duke Garwood. Pensai, dev'essere interessante su un tappeto elettronico. Un altro album discreto e nulla più, e credo di non essermi perso nulla di epocale. Non ce n'è, mi arrendo. Mark Lanegan non mi conquisterà mai, ma forse io non gli ho mai dedicato l'attenzione che avrebbe meritato (così come lui ha dichiarato di non aver mai fatto nulla per la propria voce). Non sono riuscito a vederlo dal vivo ed un po' mi dispiace, perchè a volte vedere la gente live ti fa cambiare opinione (in meglio, ovvio). (Quando venne dalle mie parti, la leggenda narra che si fece mettere le tagliatelle al ragù sulla pizza. Solo un folle o un tossico poteva testare un esperimento del genere).

Oggi lo saluto con il mio pezzo preferito. La retorica non è mai stata il mio forte.

venerdì 22 ottobre 2021

The Cure 22.10.1996 Forli - Palasport

 

25 Anni fa, fratello mio, mi regalavi un'altra emozione accompagnandomi ad un evento epocale per me, cresciuto fin dalla prima adolescenza con l'amore sconfinato e viscerale nei confronti dei Cure. Un concerto lunghissimo, pregno di soddisfazioni e brividi.
Grazie Bro!

sabato 24 ottobre 2020

David Sylvian - Live Teatro Medica, Bologna Italy - October 24, 1995


Ti sarò per sempre grato, fratello mio, per avermi regalato quella serata fantastica ed indimenticabile, esattamente 25 anni fa.

Comodamente seduti in quelle poltrone, in religioso silenzio a rimirare questo grande artista, nudo con le sue canzoni. 

Ti ricordi?


Setlist:

The Boy With The Gun
Red Guitar
Brilliant Trees
Jean The Birdman
Weathered Wall
Before The Bullfight
September
Ingrid’s Wheels
Maria/Rain Tree Crow
Orpheus
Every Colour You Are
Waterfront
Let The Happiness In
It’ll Never Happen Again
I Do Nothing
Damage
Ghosts
Blackwater
The First Day
Earthbound
Pulling Punches